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Guida · Quanto costa un sito web

Quanto costa un sito web?

È la prima domanda di chiunque, ed è giusta. Una cifra uguale per tutti sarebbe una bugia: il prezzo dipende da cinque cose precise. Qui trova quali sono, così legge qualsiasi preventivo, mio o di altri, sapendo che cosa sta pagando.

Quante pagine, e chi prepara i contenuti

Il grosso del lavoro di un sito fatto bene non è il codice: sono i testi e le fotografie. Una pagina sola che presenta l'attività è una cosa; sette pagine con testi scritti da zero, fotografie da scattare o da sistemare e un menu da impaginare sono un'altra.

La domanda da fare, a chiunque le proponga un sito: chi scrive i testi e da dove vengono le foto? Se la risposta non c'è, il preventivo è incompleto, e la differenza salterà fuori dopo.

Le funzioni: presentare è una cosa, far lavorare il sito un'altra

Un sito vetrina presenta l'attività e porta il contatto su WhatsApp o al telefono. Un sito che lavora fa di più: prende prenotazioni, mostra un menu che si aggiorna da solo, riceve comande dai tavoli, fa prenotare gli appuntamenti ai clienti. Ogni funzione in più è lavoro in più, e si paga solo se serve davvero.

Il rischio più comune non è pagare troppo: è pagare funzioni che poi nessuno usa. Prima si decide che cosa deve fare il sito, poi si parla di prezzo. Mai il contrario.

Il dopo: un sito non è mai "finito"

Il dominio si rinnova ogni anno. Lo spazio che ospita il sito pure. La sicurezza va tenuta d'occhio, e prima o poi un orario, un prezzo o una foto andranno cambiati. Questi costi esistono sempre: la differenza fra un preventivo serio e uno furbo è se glieli dicono prima o se li scopre alla prima scadenza.

Chieda sempre: che cosa succede dopo la consegna? Chi rinnova il dominio? Quanto costa cambiare una riga? E, soprattutto: se un giorno volessi andarmene, il dominio mi segue? Se la risposta all'ultima domanda è vaga, quello non è un preventivo: è un guinzaglio.

Da dove si parte

Rifare un sito che esiste già, recuperando testi e fotografie buone, costa meno che partire dal nulla. Al contrario, un sito vecchio fatto male può costare più di uno nuovo, perché prima va capito e poi smontato. E se le fotografie dell'attività non ci sono, vanno fatte: è un costo vero, e un sito con foto finte prese da internet vale meno di niente.

Chi lo fa: quante persone sta pagando?

In un'agenzia il prezzo copre più persone: chi vende, chi gestisce il progetto, chi lo realizza. Con una persona sola paga il lavoro di chi costruisce, e parla direttamente con lui. Non è automaticamente meglio o peggio: è una struttura di costo diversa, ed è giusto saperlo mentre confronta i preventivi.

L'altra estremità sono i siti "gratis o quasi": modelli preconfezionati, spesso con abbonamenti che crescono nel tempo e contenuti che restano prigionieri della piattaforma. A volte bastano davvero. Il punto è sceglierli sapendolo, non scoprirlo dopo.

Perché qui non c'è un listino

Perché sarebbe finto. Due attività diverse hanno bisogno di due siti diversi, e fargli lo stesso prezzo vorrebbe dire far pagare a una il lavoro dell'altra. Il mio metodo è un altro: prima l'analisi gratuita, poi una cifra chiara, per iscritto, prima di cominciare qualsiasi cosa. E se dal guardare la sua attività risulta che un sito nuovo non le serve, glielo scrivo.

Le domande sui costi

Un sito si paga una volta sola?

No, e chi le dice di sì sta nascondendo qualcosa. C'è il lavoro di costruzione, che si paga una volta, e ci sono costi che tornano ogni anno: il dominio, lo spazio che ospita il sito, la gestione. Un preventivo serio distingue le due cose per iscritto, prima di iniziare.

Perché su questo sito non ci sono prezzi?

Perché una cifra seria si dà dopo aver guardato l'attività, non prima. Il primo passo con me è un'analisi gratuita e scritta di come si presenta oggi: da lì esce una proposta con la cifra chiara, per iscritto. Se pubblicassi un prezzo uguale per tutti, sarebbe sbagliato per tutti.

Un sito economico con un modello preconfezionato può bastare?

A volte sì, e quando è così glielo dico nell'analisi. I problemi tipici sono altri: la lentezza dal telefono, i contenuti che restano legati alla piattaforma, e gli abbonamenti che col tempo superano il costo di un lavoro fatto una volta e fatto bene. Il punto non è la spesa iniziale: è sapere che cosa si sta comprando.

Come faccio a confrontare due preventivi diversi?

Controlli che rispondano tutti e due alle stesse cinque domande: chi prepara testi e foto, che cosa deve fare il sito, che cosa succede dopo la consegna, da che punto si parte, e quante persone sta pagando. Se un preventivo non risponde a una di queste, la differenza di prezzo sta quasi sempre lì dentro.

La cifra giusta esce dall'analisi, non dal listino

Mi scriva due righe: che attività ha e dove si trova. Riceve gratis, per iscritto, l'analisi di come si presenta oggi e che cosa le conviene fare, con la cifra chiara prima di cominciare. Anche se poi decide di non fare niente, l'analisi resta sua.

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